Magneto terapia

 

Samantha Serra, la tua fisioterapista in Val Bisagno, pratica la Magneto Terapia.

 

La Magnetoterapia è una tecnica utilizzata per il trattamento di diverse patologie.
Tuttavia la Magnetoterapia, nel significato più ampio della materia comprende: l’Elettro-Magnetoterapia con trattamenti a campi magnetici variati a bassa ed ad alta ferquenza, e la Magnetoterapia Statica con applicazione di magneti. Nel complesso è comunque una tecnica curativa comunque non invasiva che presenta pochi effetti collaterali, vantando un gran numero di applicazioni benefiche per il nostro organismo.
Che cos’è?

Consiste nell’applicazione di campi magnetici variabili, e nell’applicazione di radiofrequenze variabili per il trattamento di diverse patologie legate a determinate parti del corpo. Questi campi magnetici si generano per mezzo di bobine controllate da microprocessori, che ne proporzionano intensità, frequenza, forma d’onda e dose magnetica, a seconda del trattamento.
Le unità di misura del campo magnetico sono espresse in Gauss, Tesla ed Oersted; 1 Tesla corrisponde ad un campo magnetico che genera una forza di 1 Newton su un coulomb che si muove alla velocità di 1 metro al secondo dentro al campo magnetico, perpendicolarmente alle linee di induzione magnetica del campo.
Essendo il Tesla un’ unità di misura molto grande, più comunemente la misura dell’intensità di un campo magnetico viene espressa in Gauss, corrispondente alla decimillesima parte di un Tesla.
Nell’impiego terapeutico la Magnetoterapia si basa su campi magnetici a frequenza variabile,generati da apparecchi appunto, che ci permettono di regolarne la frequenza, adattandola per le diverse terapie.
Ogni essere vivente, sulla Terra è sottoposto ad un campo magnetico oscillante all’incirca tra 0,3 e 0,5 Gauss. In seguito ai voli nello spazio, si è notato che allontanando l’essere umano da questo magnetismo, la sua struttura ossea cominciava a decalcificarsi; la soluzione, semplice, fu sottoporre il corpo a campi magnetici più intensi di quello terrestre, ottenendo un effetto rigenerativo.
Da quando fu sperimentata questa soluzione, si cominciò ad usare la Magnetoterapia per trattare processi di perdita di massa ossea e di ritardata formazione del callo osseo ed altri ancora.
Possiamo dire che una macchina per Magnetoterapia migliora il trofismo locale e favorisce i processi di riabilitazione.
In caso di malattia degenerativa, è necessario agire con rapidità ed efficienza.

I Benefici della Magnetoterapia

  • aiuta a contrastare l’Osteoporosi
  • allevia il dolore agendo come un potente analgesico
  • accelera i processi di cura
  • stimola lo scambio cellulare
  • riequilibria l’organismo
  • migliora l’ossigenazione ed il nutrimento dei tessuti
  • migliora la circolazione
  • riduce le infiammazioni
  • stimola il riassorbimento degli edemi
  • migliora il flusso capillare
  • rigenera le cellule prive di energia
  • rallenta il processo di diminuzione della densita’ ossea
  • aumenta l’apporto di calcio nelle ossa

Con la Magnetoterapia la cellula riceve energia e si ricarica esattamente come fa il nostro organismo col campo magnetico naturale della terra.

I Vantaggi della Magnetoterapia

  • aiuta ad attenuare dolori ed infiammazioni
  • e’ sicura e non invasiva
  • non provoca dolore
  • riduce i tempi di guarigione di una frattura

Patologie di Applicazione della Magnetoterapia

  • artrite: infiammazione articolare, ne esistono oltre 100 tipologie. I sintomi piu’ comuni che la caratterizzano sono: calore, tumefazione, rigidità, dolore, arrossamento. Le cause sono di origine metabolica, traumatica, infettiva, autoimmune, idiopatica
  • artrosi: malattia a carico delle articolazioni, in modo particolare della colonna vertebrale e delle ginocchia, colpisce la cartilagine provocandone lesioni degenerative. Inizialmente si manifesta con lesioni involutive delle articolazioni (perdita della cartilagine di rivestimento dei capi articolari) causate da sovraccarico o dall’attività di enzimi degeneranti
  • malattie reumatiche: sono oltre 100 e molto diverse tra loro per sintomatologia avvertibile dal malato e per i segni con cui si manifesta. Tutte accumunabili per l’impegno articolare i cui sintomi prevalenti sono dolore e ridotta capacità funzionale dell’articolazione stessa
  • dolori vertebrali: alcuni studi hanno evidenziato che solo il 20% delle lombalgie è provocato da un problema specifico della colonna vertebrale; il restante è provocato da cause non specifiche come posture e movimenti scorretti, stress psicologici, scadente forma fisica e non per ultimo sovrappeso.
    Una delle cause dei dolori vertebrali è l’accentuazione della lordosi lombare che puo’ anche essere accompagnata da un scivolamento in avanti di una vertebra sull’altra
  • ernia del disco: come tutte le erniazioni è la fuoriuscita di un contenuto dal contenitore naturale. Nel caso il nucleo del disco vertebrale, ossia la parte esterna del disco intervertebrale, cioè quel cuscinetto che ha la funzione di ammortizzare le forze che si sviluppano all’interno della colonna tra una vertebra e l’altra
  • dolori muscolari: sono dolori localizzati in uno o più muscoli, che appaiono contratti e dolenti quando toccati od utilizzati. Possono avere un’origine traumatica, virale, reumatica o da affaticamento
  • distorsioni: lesioni della capsula e dei legamenti di un’articolazione, provocata da un trauma indiretto, che non agisce direttamente sulle strutture lese ma che impone all’articolazione un movimento esagerato ed anomalo. Nei casi gravi, in cui i legamenti siano stati strappati dal punto d’inserzione, l’articolazione presenta movimenti ed atteggiamenti anormali che possono predisporre a futuri cedimenti, ulteriori distorsioni o alla comparsa di artrosi
  • epicondilite: o gomito del tennista, è una patologia dovuta all’infiammazione dei tendini dei muscoli dell’avambraccio al loro punto di inserzione sull’epicondilo (estremo distale dell’omero). E’ provocata da una sollecitazione eccessiva di questa inserzione e da microtraumi ripetuti. Sembrano avere un ruolo anche l’invecchiamento del tessuto tendineo, errori nella tecnica di esecuzione di alcuni movimenti ripetuti ed una certa predisposizione individuale
  • vene varicose: o varici, sono il risultato, apprezzabile in superficie, dell’inefficienza del circolo venoso profondo. In particolare, le varici sono vene superficiali molto dilatate, nelle quali il sangue scorre a fatica, anzi ristagna. Col tempo possono ingrossarsi da presentarsi come rilievi della cute
  • ferite: è un’interruzione della continuità della cute e delle mucose con danneggiamento dei tessuti sottostanti
  • osteoporosi: definisce la situazione in cui lo scheletro è soggetto ad un maggiore rischio di fratture, in seguito alla diminuzione della massa ossea e di microarchitettura. Vi è una costante ed inesorabile progressiva diminuzione deglio Ioni Calcio all’interno delle ossa
  • edema: è un aumento del liquido interstiziale localizzato nei tessuti all’esterno dei vasi sanguigni e delle cellule. L’edema puo’ interessare una sola zona, ad esempio una gamba, oppure può essere generalizzato se si manifesta in tutto l’organismo; in tal caso, prima che l’edema sia clinicamente evidente, diversi litri di liquido si devono accumulare
  • ulcere da decubito: o piaghe, sono lesioni tissutali, con evoluzione necrotica, che interessa l’epidermide, il derma e gli strati sottocutanei, fino a raggiungere nei casi più gravi, la muscolatura e le ossa.
    Sono la conseguenza diretta di una elevata e/o prolungata compressione, o di forze di taglio ( o stiramento ), causanti uno stress meccanico ai tessuti e la strozzatura di vasi sanguigni
  • lombalgia: è un termine generico (anche lombaggine) usato per indicare dolori locali alla parte inferiore del dorso. Il dolore insorge all’improvviso, in seguito ad un brusco movimento della colonna vertebrale o può manifestarsi a poco a poco. Può avere cause diverse, dalla pressione esercitata su un nervo da una “ernia del disco” o una forma di artrite
  • formicolii e tunnel carpale: la sindrome del tunnel carpale è una condizione medica per la quale il nervo mediano del polso è compresso al passare all’interno del tunnel carpale, portando a parestesie, intorbimento e debolezza muscolare nella mano

Controindicazioni

Le controindicazioni all’uso:

  • portatori di : pace-maker, protesi metalliche valvolari o vascolari, protesi dotate di circuiti elettrici, per effetto dell’interazione con il campo magnetico
  • donne in stato di gravidanza
  • bambini in eta’ pediatrica
  • epilessia
  • neoplasie in corso